Lettera del Presidente Rossi Maggio 2020

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 Cari amici Rotariani,

la lettera del Governatore di questo mese ci ricorda che maggio è solitamente dedicato ai giovani; il che vuol dire pensare al domani al fine di assicurare un ricambio generazionale all’altezza dei compiti, non facili, che li aspettano.

Quale tema può essere più attuale in questo momento, in cui tutto il mondo si trova combattere contro una pandemia che rischia di modificare il modo di vivere dell’umanità. In ballo c’è il nostro futuro e quello delle nuove generazioni che si troveranno a doverlo gestire. E’ importante cercare di evitare che le scelte di oggi non ricadano pesantemente su di loro.

Pian piano in Italia la situazione si sta lentamente normalizzando, così come si spera possa accadere nel resto del mondo. Ma a oggi la battaglia contro il coronavirus non è ancora vinta! Ci possono essere ricadute e il rischio di decisioni da parte dei Governi di ritornare in lockdown sussiste.

Se ciò avvenisse l’umanità vedrebbe tornare indietro tanti di quei traguardi di benessere, economici, che in molti paesi del mondo si sono raggiunti, anche se non bisogna dimenticarsi delle grandi sacche di povertà ancora presenti nel mondo.

Come sarà il mondo dopo che la pandemia da coronavirus sarà finita è una domanda che bisogna porsi già oggi perché le decisioni che i Governi Centrali adotteranno durante la pandemia determineranno anche cambiamenti nelle nostre società una volta che il Covid-19 sarà superato: lo smart working, la scuola digitale, il distanziamento sociale, avranno un impatto anche sul futuro del lavoro e dell’istruzione. Capire che di fronte all’eccezionalità degli eventi bisogna sperimentare, essere più veloci e intraprendenti rendendo la burocrazia meno asfissiante è fondamentale e utile per il futuro.

Al fine di combattere la pandemia abbiamo assistito – da parte dei Governi -all’adozione di una serie di provvedimenti (sanzioni, divieti, controlli gps, etc) che hanno pesantemente inciso sui nostri diritti e libertà di movimento. Tali situazioni possono essere accettate in un periodo “eccezionale”, altrimenti il rischio è che le misure emergenziali di controllo possano poi diventare definitive, trasformandosi in una vera e propria sorveglianza da parte dello Stato.

Va considerata la strada della responsabilità individuale delle persone, la capacità del rispetto delle regole e la fiducia che la politica e la scienza e la ricerca debbono fornire. Questo è il percorso che le istituzioni politiche dovrebbero cercare di ricostruire. Anche a livello globale abbiamo, purtroppo, assistito, in questo contesto di emergenza coronavirus, ad una quasi totale mancanza di collaborazione tra i vari governi nazionali. L’Europa è apparsa più divisa che mai, le tensioni e gli scontri commerciali e tecnologici tra Cina e Usa continuano per la leadership mondiale.

Dobbiamo sperare che, come dopo molte delle crisi mondiali che hanno attraversato la storia, le nuove e future leadership, magari formate di giovani di oggi accompagnati in un delicato passaggio generazionale, ridefiniscano la capacità di ricostruire un ordine in grado di mettere fine alle dispute, condurre una lotta alla povertà in maniera più efficace, adottare sistemi di welfare in chiave universale (la pandemia ha messo in luce le crescenti disuguaglianze), rafforzare i sistemi sanitari , migliorare la qualità della vita e il rispetto dell’ambiente. La scienza e l’istruzione saliranno nella scala dei valori sociali.

Dobbiamo imparare dalla storia del passato che più volte si è trovata di fronte a situazioni simili a quella che oggi stiamo attraversando e dalle quali il mondo ne è sempre uscito rafforzato e migliore. Va però ricordato che tutto ciò non è automatico ma deriverà da scelte che già oggi si impongono.

E proprio per questo ritornando al tema del mese la formazione dei giovani, il loro coinvolgimento nella progettualità futura diventa elemento essenziale della rinascita e, al contempo, come dice il Governatore nella sua lettera “La generazione adulta non può e non deve salire in cattedra ma collaborare e rimettersi in gioco per i tanti problemi trascurati o non risolti che lascia in eredità.”

Se vi chiedessero di ipotizzare quale sia stato l’anno più nefasto di sempre, probabilmente quello in corso 2020 raccoglierebbe un bel po’ di consensi. Sicuramente questo mio anno di Presidenza del Rotary Club Prato rischia di essere ricordato come il più particolare dalla nascita del Club.

Chiudo questa mia lettera riportando alla memoria di tutti noi:

– alcuni eventi che suo tempo furono considerati l’anno peggiore nella storia dell’umanità e dai quali tutte le volte siamo risorti;

– Il discorso di Charlie Chaplin tratto dal film del 1940 “ Il Grande dittatore”, che oggi accompagna una pubblicità di un caffè e che nonostante abbia generato sui social commenti contrastanti, ritengo per il periodo in cui è stato pronunciato illuminante e motivo di riflessione anche al tempo attuale.

Riccardo Rossi

Presidente RC Prato 2019/2020

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